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Titolo

SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI (LA)


Autore

GIORDANO PAOLO


Editore

MONDADORI


Edizione

5


Settore / argomento

NARRATIVA


Collana

SCRITTORI ITALIANI E STRANIERI


Numero Collana

0


Data Pubblicazione

1-2008


Prezzo

18


Situazione

Disponibile (in catalogo)


Pagine

312


Stato del Libro

alle 10:49 del 08-09-2010
il titolo è disponibile in libreria

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Altre Informazioni

Peso 489 Spess. 30 Alt. 225 Larg. 150
Formato 8 Ill. RIL.

SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI (LA)
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ABSTRACT / QUARTA DI COPERTINA

ALICE E' UNA BAMBINA OBBLIGATA DAL PADRE A FREQUENTARE LA SCUOLA DI SCI. È UNA MATTINA DI NEBBIA FITTA, LEI NON HA VOGLIA, IL LATTE DELLA COLAZIONE LE PESA SULLO STOMACO. PERSA NELLA NEBBIA, STACCATA DAI COMPAGNI, SE LA FA ADDOSSO. UMILIATA, CERCA DI SCENDERE, MA FINISCE FUORI PISTA SPEZZANDOSI UNA GAMBA. RESTA SOLA, INCAPACE DI MUOVERSI, AL FONDO DI UN CANALE INNEVATO, A DOMANDARSI SE I LUPI CI SONO ANCHE IN INVERNO. MATTIA E' UN BAMBINO MOLTO INTELLIGENTE, MA HA UNA GEMELLA, MICHELA, RITARDATA. LA PRESENZA DI MICHELA UMILIA MATTIA DI FRONTE AI SUOI COETANEI E PER QUESTO, LA PRIMA VOLTA CHE UN COMPAGNO DI CLASSE LI INVITA ENTRAMBI ALLA SUA FESTA, MATTIA ABBANDONA MICHELA NEL PARCO, CON LA PROMESSA CHE TORNERA' PRESTO DA LEI. QUESTI DUE EPISODI INIZIALI, CON LE LORO CONSEGUENZE IRREVERSIBILI, SARANNO IL MARCHIO IMPRESSO A FUOCO NELLE VITE DI ALICE E MATTIA, ADOLESCENTI, GIOVANI E INFINE ADULTI. LE LORO ESISTENZE SI INCROCERANNO, E SI SCOPRIRANNO STRETTAMENTE UNITI, EPPURE INVINCIBILMENTE DIVISI. COME QUEI NUMERI SPECIALI, CHE I MATEMATICI CHIAMANO "PRIMI GEMELLI": DUE NUMERI PRIMI VICINI MA MAI ABBASTANZA PER TOCCARSI DAVVERO. UN ROMANZO D'ESORDIO CHE ALTERNA MOMENTI DI DUREZZA E SPIETATA TENSIONE A SCENE RAREFATTE E DI TRATTENUTA EMOZIONE, DI SCONSOLATA TENEREZZA E DI TENACE SPERANZA.



RECENSIONI


00-00-00

7/02/08, Corriere della Sera

Taglietti Cristina

Un amore difettoso Storie di vite separate come i numeri primi I numeri primi sono divisibili soltanto per uno e per se stessi, sono numeri «solitari e sospettosi» a cui, magari, «sarebbe piaciuto essere dei numeri qualunque». Poi ci sono i primi gemelli, coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini perché tra di loro c' è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero, coppie come l' 11 e il 13, il 17 e il 19, il 41 e il 43. «Se si ha la pazienza di andare avanti a contare, si scopre che queste coppie via via si diradano. Ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati, smarriti in quello spazio silenzioso e cadenzato fatto solo di cifre e si avverte il presentimento angosciante che le coppie incontrate fino a lì fossero un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di rimanere soli». Mattia e Alice sono così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero. Mattia e Alice sono i protagonisti di un romanzo sorprendente, La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano, venticinquenne torinese. Il suo è un esordio potente, che sembra aprire una nuova fase nella cosiddetta narrativa giovane, spesso ripiegata su stessa, autoreferenziale e dall' orizzonte poetico piuttosto limitato. Dottorando in fisica delle particelle e, per un certo periodo, allievo della scuola Holden di Torino, Giordano ha una voce originale (che ricorda un po' l' Ammaniti di Io non ho paura, un po' Mark Haddon de Lo stano caso del cane ucciso a mezzanotte) e una straordinaria profondità di sguardo che gli permette di raccontare le vicende di due bambini resi diversi dalle circostanze della vita e di accompagnarli fino alla maturità alternando momenti di tensione, quasi di suspense, a momenti di trattenuta emozione. Siamo nel 1983: Alice ha sette anni e odia il padre che durante le vacanze di Natale la costringe ad alzarsi tutte le mattine alle sette e mezza per andare a scuola di sci. Un giorno, appena scesa dalla seggiovia si separa dai compagni per fare la pipì ma un evento imprevisto e imbarazzante la convince a rimanere nascosta nella nebbia per scendere a valle da sola. Basta poco per finire fuori pista e restare distesa nel canalone con una gamba spezzata e l' ombra nera della montagna che si allunga su di lei. Un anno dopo, nel 1984, Mattia fa la terza elementare e sta nel banco con la gemella ritardata, Michela, con cui nessun altro bambino ha voluto mettersi. Mentre lui impara a leggere e scrivere, Michela impugna la matita come un batticarne e passa il giorno a colorare disegni prestampati, andando meticolosamente fuori dai contorni. Un giorno di gennaio vengono invitati alla loro prima festa di compleanno. Mentre vanno a piedi, per mano, a casa dell' amico, Mattia pensa che Michela farà i soliti disastri, butterà le patatine a terra e tutti la guarderanno, si prenderà il pallone e non vorrà più darlo a nessuno. Allora gli viene un' idea: entra nel parco e la fa sedere su una panca in un